Creature

di Enzo Ragazzini

produzione DiaframmiChiusi NoStop : Flashati Cinefoclub e Fondazione Orizzonti d'Arte

in collaborazione con MIBACT Polo Museale della Toscana e Museo nazionale Etrusco di Chiusi


Museo Nazionale Etrusco - Chiusi Centro Storico (SI)

22 Luglio - 01 Ottobre 2017 

 

 

Via Porsenna, 93 – Chiusi centro storico – tel. +39 0578 20177 

 

Biglietto: intero € 6,00 – ridotto € 3,00 (18-25 anni), gratuito cittadini UE fino 18 anni.

Il biglietto comprende la visita alla mostra, al Museo e alle Tombe del Leone  e della Pellegrina

Per le Tombe della Scimmia e del Colle è previsto un ulteriore biglietto di € 3,00, 

gratuito cittadini UE fino 18 anni. 

Prima domenica del mese ingresso gratuito.

 

Orario: tutti i giorni dalle 9.00 alle 20.00, per la visita alle Tombe rivolgersi al personale del Museo  

 

info: info@diaframmichiusi.it - info@fondazioneorizzonti.it

Leon Battista Alberti in un suo trattato sulla scultura “ De statua” “ si chiede da dove la scultura abbia tratto le sue origini e immagina quando gli uomini guardavano alle cose con occhio innocente e quindi creatore-  A quel tempo pietre dalla forma strana, alberi curiosamente scarnificati dai venti, nuvole instabili potevano suggerire la  forma dell'uomo. E l'uomo primitivo prese ad adorare rocce antropomorfe, alberi umani, e nuvole divine. Ma dall'adorazione si passa irresistibilmente alla creazione e, all'inizio per lo meno, l'uomo ha cercato di trarre vantaggio da quelle forme naturali che già per mimesi, immortalavano la forma umana ( Pierantoni –“ L'occhio e l'idea ) La serie delle mie “Creature” nasce da una simile osservazione di materie diverse: per lo più si tratta di legni, rocce, pietre, fango, intonaco screpolato, ruggine, muffa ecc. cc. a volte molto da  vicino ,in macro, a volte da media distanza a volte da lontano ( per esempio le nuvole).

Fotografo porzioni di materia, piccole o grandi, in modo che  una volta raddoppiate specularmente suggeriscano il volto o il corpo di una creatura, a volte  mostruosa a volte, animalesca a volte umana.

Tutto è nato quando, da un meraviglioso legno trovato sulla spiaggia  dell'isola di Citera ricavai una potente immagine che poteva essere un' interpretazione del cane Cerbero: poteva essere il mio contributo da mandare alla società Dantesca di Firenze, che chiedeva a diversi autori, opere ispirate alla Divina Commedia.  Avevo solo un profilo e il Cerbero di Dante ha tre teste, ma quel legno, fotografato frontalmente e parzialmente raddoppiato mi dette l'immagine che mi mancava, con un effetto sorprendente.

Incuriosito  dal risultato iniziai a fare varie prove con la mia collezione di legni marini, con le ruggini e con i sassi; la mia galleria delle strane creature si arricchiva sempre di più ma la mia era diventata un ossessione, perché per un paio di anni ho continuato a vedere  volti e corpi di creature fantastiche ovunque posassi il mio sguardo.

 Il nostro occhio, registrando forme , tenta di ricavarne un senso, sin da neonati siamo capaci  di riconoscere gli elementi di un volto isolandolo dal quello che lo circonda. 

 Pierantoni, nel libro citato prima, in completo accordo con le teorie della fisica quantistica per quanto riguarda il nostro concetto di realtà così spiega l'incessante lavoro della mente che cerca di dare un senso al “ caos “ che si forma sulla retina del nostro occhio:

-“ Il mondo è veramente caotico.  Siamo perduti in un vortice d'atomi democriteo: senza ordine, senza significato, senza amore. …..Nulla esiste all'infuori di noi o meglio di tutti i  “me” che si ritengano tali. Per qualche motivo inspiegato dentro i vari “me” si producono le forme. Quel vortice inesistente e quindi insensato, fuori, viene ordinato, catalogato, descritto dalla nostra “mente”, essa sola ci riscatta dal nulla. Tutto il resto è silenzio.”

Tornando alle mie “ Creature “ che tanto mi hanno coinvolto, devo dire che sempre stupiscono chi le guarda; quella vista stimola immediatamente interpretazioni varie e originali. La mia amica Elinor l'antropologa  ci vedeva l'origine dei Totem primitivi un'altra psicanalista  li interpretava come prodotti dei nostri sogni. Insomma  le persone più semplici si divertono  per quel gioco semplice  del raddoppio speculare, altre più complesse ne possono apprezzare la forma, la materia e il colore: sono una raffinata e divertente alternativa alle macchie di Rorschach.

Ora credo di averne più di mille, ma quelle veramente forti al massimo sono una cinquantina.


Enzo Ragazzini

Enzo Ragazzini è nato a Roma nel 1934.

A partire dalla fine degli anni cinquanta inizia un'intensa attività fotografica lavorando anchesu sperimentazioni ottiche e grafiche (optical art) allora inedite, ampliando la ricerca nel campo della percezione visiva e dei fenomeni ottici. Dal 1965 al 1975 vive e lavora a Londra come freelance e insegna part-time ‘tecniche di camera oscura’ presso l’Hornsey College of Art. Partecipa alla prima mostra fotografica tenutasi nel 1969 presso l'Institute of Contemporary Arts di Londra (ICA) dal titolo Four Photographers in Contrast, con Don McCullin, Tony Ray Jones e la fotografa Dorothy Bohm. Ha realizzato una delle prime copertine del magazine inglese "Time Out". Tiene inoltre una mostra personale presso il Modern Art Museum di Oxford sulla sua ricerca ottica in camera oscura.

A partire dal 1966 ha realizzato numerose copertine per i Penguin Books. Nel 1969 è stato invitato da Alan Aldridge ad illustrare con una sua fotografia il pezzo dei Beatles "When I'm 64" nella celebre edizione "The Beatles illustrated lyrics", l'unica raccolta originale illustrata esistente di canzoni del gruppo inglese, pubblicata per la prima volta nel 1969. Nel 1972 partecipa alla Biennale di Venezia nella sezione grafica del padiglione inglese nella mostra Grafica sperimentale per la stampa.

È degli anni Ottanta la sua collaborazione con il Touring Club Italiano, per cui pubblica due ricche monografie una delle quali, Tropici Prima del Motore, è stata oggetto di una mostra presso l'International Center of Photography di New York, e presentata da Cornell Capa. Nel 1976 realizza un lungo reportage sul quartiere Sanità di Napoli insieme a Ludovica Ripa di Meana.

Realizza per la Sasib (gruppo Olivetti) un libro sul museo di Ettore Guatelli a Parma. Dal 1989 al 1994 realizza una serie di reportages di viaggio (Russia, Cina, Vietnam, Filippine, Argentina, Guatemala, Colombia) per conto dell'Italtel.

Nel 2001 realizza una mostra personale presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (GCAMC oggi MACRO) dal titolo Luci Rosse. Collabora attualmente con la UCLA (Universiry of California, Los Angeles) ad alcune pubblicazioni di ricerca socio-antropologica. Vive e lavora in Toscana.