Nutrire il Cambiamento

di Simone Tramonte e Fabiano Meli

in collaborazione con Nasara Onlus e Tao Photo

produzione DiaframmiChiusi NoStop : Flashati Cinefoclub e Fondazione Orizzonti d'Arte


Museo Civico "La Città Sotterranea" - Chiusi Centro Storico (SI)

22 Luglio - 01 Ottobre 2017 

 

Via II Ciminia, 2 – Chiusi centro storico – tel. +39 0578 20915 e + 39 334 6266852

 

Biglietto: Ingresso a offerta. 

Il ricavato andrà a favore del progetto per il Burkina di Nasara per il Burkina Onlus www.nasaraonlus.org 

Orario: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00

 

  

info: info@diaframmichiusi.it - info@fondazioneorizzonti.it

Noi abitanti del mondo occidentale abbiamo dimenticato gli effetti della malnutrizione dovuta alla mancanza di cibo o alla mancanza di varietà degli alimenti. Questi concetti nel nostro immaginario sono legati alle carestie del 1800 o al periodo che ha seguito la seconda guerra mondiale. Parole come pellagra (mancanza di vitamine) o rachitismo (deformazioni delle ossa lunghe dovute a scarsa mineralizzazione) per molti di noi sono solo termini sconosciuti.

 

Per un abitante del cosiddetto SUD del mondo, la malnutrizione è invece ben conosciuta, ancora oggi è la prima causa di mortalità per i bambini sotto i 5 anni ed è la causa di importanti malattie che si manifestano poi in età adulta.

In questo mondo di informazioni globali viviamo continuamente il paradosso di informazioni simultanee sulla malnutrizione per eccesso (obesità e sovrappeso) e sulla malnutrizione per difetto (mancanza di alimenti o mono-alimentazione) con l'unico risultato che rischiamo di diventare insensibili al problema della “corretta nutrizione”. Questa insensibilità acquisita e la fortuna di “essere nati dalla parte fortunata del mondo”, fa si che non riusciamo a capire perché sia in costante aumento il numero di coloro che parte per sfuggire a fame e povertà. Basta però andare in uno di questi paesi per rendersi conto che il fenomeno dell'immigrazione verso l'Occidente non finirà fintanto che i bisogni primari delle persone non saranno soddisfatti nei paesi di origine.

 

Il Burkina Faso è il quinto paese più povero al mondo. Come molte altre città africane, la capitale Ouagadougou risente dell'urbanizzazione selvaggia che il governo locale non riesce a contrastare efficacemente. La popolazione cresce al ritmo del 10% annuo, molti abbandonano i villaggi attratti dalle false luce della città e vanno ad ingrossare le folle degli emarginati. Djicofè, che una volta era un villaggio, oggi è stato inghiottito dalla città in continua espansione ed è diventato parte della enorme periferia che si estende oltre la città urbanizzata, dove non esiste lottizzazione e dove vivono tra tante difficoltà migliaia di persone in condizioni di estrema povertà, prive dei basilari servizi di assistenza, di acqua, di energia elettrica, e di fognature. Le piccole abitazioni in fango e lamiera, sorgono una accanto all'altra senza soluzione di continuità, facendone lo “slum” più grande e pericoloso di questo paese.

Sul quartiere di Djicofé si è concentrata da alcuni anni l'attenzione di “Nasara Onlus”, una associazione di volontariato che, sperimentando tutti i giorni cosa vuol dire portare un aiuto concreto alla popolazione proprio lì dove nasce l'esigenza, ha realizzato iniziative di promozione sociale verso le fasce più deboli del paese attraverso il sostegno alla scolarizzazione dei ragazzi, la realizzazione di programmi sanitari e di accoglienza, e promuovendo la realizzazione di progetti che favoriscono l'emancipazione dalla povertà e colgano le esigenze dell'ambiente sociale e culturale a cui sono rivolti nell'ottica di una sempre maggiore autonomia locale. 

Nella scuola di Djicofè si entra spesso in contatto con il vissuto quotidiano di tante mamme di quartiere e con i loro bambini malnutriti. Spesso sono giovani senza un lavoro stabile, e non di rado vittime di soprusi e abbandoni. Alla base di questa tragedia quotidiana c'è povertà e solitudine. Per questo “Nasara Onlus” ha deciso di costruire all'interno del Centro Sociale, un piccolo CREN, Centro di Riabilitazione ed Educazione Nutrizionale, che si pone l'obbiettivo di ottimizzare gli sforzi nel contrasto alla malnutrizione. Il progetto offrirà oltre al sostegno sanitario, anche una serie di azioni per lo sviluppo alimentare e la rieducazione motoria dei bambini malnutriti, e una residenza temporanea ma sicura in caso di abusi, maltrattamenti o altre cause di pericolo.

 

“Nutrire il cambiamento” è una mostra di beneficenza al fine di raccogliere fondi destinati a "Nasara Onlus" per continuare la propria attività di sostegno in questo paese.


Simone Tramonte,

Simone Tramonte è un fotografo documentarista, si occupa di tematiche contemporanee, sociali, ambientali e antropologiche, intraprendendo una carriera da freelance per concentrarsi su una combinazione di progetti personali a lungo termine e assignments. 

Ha svolto reportage in tutto il mondo e i suoi lavori sono stati esposti a Roma (Fotoleggendo Festival 2012), Basilea (ArtBasel 2011), Parigi (Prix de la Photographie Paris 2014), Mosca (Moscow International Foto 2017) e a Tblisi (Kolga Tbilisi Photo).

Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti internazionali, fra questi il 1° premio al Moscow International Fotography Awards 2017 con il lavoro “The Mystic Healers” realizzato recentemente in Burkina Faso, con la volontà di analizzare il rapporto profondo del continente africano con la medicina tradizionale, il 2° premio al International Photographer of the Year 2016 con un lavoro sul disastro ambientale del Lago Aral, e il 2° premio al Paris Photography Prize – PX3 nel 2017 con un lavoro sul burlesque e sulla riappropriazione della femminilità.

Le sue foto sono apparse in alcune pubblicazioni, tra cui Internazionale, National Geographic, Geo, Southeast Asia Globe, Indipendent, Sguardi, The Australian, The Guardian, The Telegraph.

 

Fabiano Meli

Fabiano Meli, nato Roma nel 1980 e un fotografo freelance con una particolare predilezione per il reportage sociale. Al centro del suo obiettivo ci sono l'uomo e l'attualità delle tematiche sociali. Ha iniziato la sua carriera nel 2012 con  piccoli reportage sulle realtà di persone disagiate. Nel 2015 ha vinto il premio miglior foto B/N solidale nel concorso comune di Roma e Ansa, dove sono state pubblicate le sue foto. Dal 2015 sta lavorando su alcuni progetti a lungo termine su strutture adibite all'ospitalità di persone disabili. Negli ultimi anni, si è concentrato principalmente su storie su temi culturali e sociali.  E' stato esposto al Macro di testaccio a Roma con un lavoro sugli immigrati e sulle manifestazioni. Le sue foto sono state pubblicate su giornali come Liberation  e Ansa.

 

 

www.taophoto.it