Il cuore infranto delle Apuane

La prima mostra fotografica sull’estrazione del Marmo di Carrara stampata direttamente su Marmo di Carrara

 

di Alberto Novelli


 

Tensostruttura San Francesco

Chiusi Centro Storico (SI)

2-3-4-5 Giugno 2016 


Il cuore delle Alpi Apuane - uomini e monti - è un innato eccesso: come la voce di Judy Garland, i gol di Maradona e la pazzia del Carrione, un fiumiciattolo che vien giù dalla montagna, spacca la città di Carrara in due, e, intasato di detriti e scarti di marmo, all’improvviso esplode e fa morti e feriti. 

 

C’è un daimon, nelle Apuane, senza genere o età. Però, quanto possono durare ancora queste montagne? 

 

“Quando sarà finito il petrolio noi saremo ancora qui a cavare il marmo”, disse un gruista a Cathy Newman che nel 1982 scrisse un inarrivabile reportage per National Geographic. Oggi i dubbi crescono e le perplessità sono diventate allarme. «I nuovi macchinari tagliano la pietra come il burro, siamo passati da 35 tonnellate l’anno per addetto allo scavo a 1.500, e così negli ultimi trent’anni si è scavato il corrispondente di due ere geologiche», dice Alberto Grossi, documentarista, autore di Aut-out, un premiatissimo corto su ciò che l’uomo ha fatto alla natura qui. «Solo a Carrara se ne vanno cinque milioni e mezzo di tonnellate di montagna l’anno e, di un milione di tonnellate in blocchi, solo 50 mila vanno in marmo statuario. Il resto è destinato a usi diversi: carbonato di calcio, sbiancante per la carta, base per cosmetici, mangimi e dentifrici o anche per abbattere l’acidità delle piogge e dei fumi industriali. Infatti davanti al palazzo comunale non c’è la statua al cavatore, storico artigiano-artista del marmo, ma un monumento alla benna di una ruspa». 

 

Testo estratto da “National Geographic Italia” (Ottobre 2015)

di Dante Matelli

 

 

 

Il progetto fotografico del Fotografo Alberto Novelli diventa per Diaframmi Chiusi 2016 una esclusiva mostra fotografica unica nel suo genere.

 

Le immagini infatti sono stampate direttamente su lastre di Marmo di Carrara mediante innovative tecnologie di printing, atte a valorizzare una perfetta fusione tra le stampe e la texture del prezioso materiale e conferendo alle immagini uno straordinario effetto tridimensionale.

 

Un progetto senza eguali nè precedenti.  

 


ALBERTO NOVELLI:

 

Classe 1965, fotografo professionista dal 1988.

Dall’Architettura, al reportage, dal ritratto all’archeologia, dalla fotografia industriale al cinema, dallo sport e il viaggio all’arte. In pellicola, piccolo, medio e grande formato e in digitale.

 

Negli anni ha lavorato per l’Editoriale Giorgio Mondadori, L’Editoriale l’Espresso, il gruppo RCS, il gruppo Condè Nast, Mondadori e l’Editoriale Domus.

Nel portfolio clienti sono presenti tra gli altri l’ambasciata in Italia dell’Arabia Saudita, BMW group Italia, studio aMDL, Azienda Speciale Palaexpo di Roma, Edison, Accademia Tedesca a Roma e il gruppo editoriale americano SCRIPPS.

Ha realizzato reportage pubblicati da National Geographic Italia, Domus, GQ, Ciak, Panorama, Corriere della Sera, La Repubblica, Ferrari international Magazine.

 

Da segnalare che il reportage non prodotto da Washington, più pubblicato nelle edizioni internazionali di National Geographic Magazine è quello realizzato da Alberto Novelli a corredo dell’articolo sui Gladiatori apparso in Italia nel mese di ottobre 2005.

 

Nel reportage di archeologia, oltre alle collaborazioni per National Geographic si possono distinguere i lavori fatti per documentare i siti di Leptis Magna, Sabratha, Cirene, Apollonia, Tolemaide, Teuchira, Ghedames e il museo archeologico di Tripoli in Libia; Bosra, Palmira, Sergiopolis, Halabya e altre località della Siria; Mada’in Saleh in Arabia Saudita, Jerash e Petra in Giordania.

 

Nel reportage di viaggio sono da menzionare le collaborazioni con “I viaggi di Repubblica” con cui ha collaborato fin dal secondo numero con un reportage dalle repubbliche ex sovietiche del Turkmenistan e dell’Uzbekistan ( poi ripreso da “Airone” per lo speciale in quattro numeri sulla “Via della Seta”) e proseguite, con la collaborazione costante nella parte scritta di Giuseppe Cederna, nei reportage in Himalaya e sul Monte Kenya.

Collabora con AMREF fornendo il proprio contributo volontario per la realizzazione di reportage sul Sud del Sudan, Nord dell’Uganda e sulle attività della ONG in Kenya.

 

Inoltre ha partecipato, con il gruppo Stalker, alla mostra Confini al MAN, museo d’arte della provincia di Nuoro, realizzando un reportage sul Supramonte. Attualmente il suo lavoro su viaggio dei Mille di Garibaldi, pubblicato in due puntate da National Geographic e ripreso dal sito Italia Futura nella giornata del 17 marzo per la celebrazione dell’unità d’Italia, è in mostra a Grosseto.

 

Partecipa da quattro anni al numero monografico sull’Italia dell’inserto settimanale del Corriere della Sera Sette.

Come fotografo sul set ha lavorato con Emanuele Crialese, Mario Martone, Antonello Grimaldi, Alina Marazzi e Fabiana Sargentini.