Il Pudding Shop

di Carlo Sacco


Chiusi Centro Storico (SI)

2-3-4-5 Giugno 2016 

 

"Eredi diretti dei ‘’Beats ‘’ gli Hippies hanno dato vita ad un nuovo sentimento dell’esistenza : all’ansia dell’età tecnologica essi hanno contrapposto una fede nello spirito pacifista e comunitario dell’uomo

alimentando e sostenendo un vasto processo di revisione delle strutture tradizionali , che nell’ evolversi della propria parabola ha cointeressato quasi tutte le forze del dissenso socio-politico americano (ed in buona parte anche europeo ).

 

Basandomi sull’ analisi degli aspetti culturali più significativi, nelle immagini presenti in questa mostra che ho deciso di ricercare nel mio archivio scattate agli inizi degli anni 70, pur consapevole del decadimento dei toni del materiale invertibile, ho voluto farne delle stampe per cercare di evidenziare e soprattutto per far conoscere ai più giovani un piccolo spaccato delle varie tipologie ‘’fisiche e visive’’di questa umanità che spesso evanescente percorreva il cosiddetto ‘’grande flusso’’che dagli Stati Uniti portava fino in India e che lì trovava una consacrazione quasi definitiva. Il flusso percorreva via terra tutta l’Europa,per passare in Turchia, Persia, Afghanistan, Pakistan, per poi approdare in India,dove si frammentava in mille rivoli. Nel 1973 l’autore delle foto, seguendo questo flusso con lo scopo preciso di documentare fotograficamente uno di questi luoghi conosciuto in tutto il ‘’Mondo dell’Hippy Trail’’ si recò ad Istanbul e precisamente nella parte turca,dove nell’area compresa fra la Moschea Blu e Santa Sofia esisteva un locale chiamato ‘’Pudding Shop’’che serviva da incontro fra i giovani che desideravano arrivare a destinazione dopo un viaggio via terra che durava 7/8 giorni guidando 24 ore su 24 con i mezzi più incredibili.

 

La non facilità a fotografare questa umanità spesso marginale e dedita a droghe, si manifesta visibilmente nelle immagini riprese tutte di nascosto e quindi rubate. Una serie di altre immagini in formato 30x40 scattate a Londra ed in altri luoghi sono presentate accanto a quelle del Pudding Shop proprio per mettere in evidenza i volti, le sembianze di quegli uomini e donne che portarono grandi rotture culturali, contraddizioni, stravaganze,un vento nuovo di cambiamento che poi sarebbe stato riassorbito proprio da quel sistema dal quale essi desideravano fuggire. "

 

Carlo Sacco

 

Questo progetto non parla di solo di dipendenze, ma anche e sopratutto di indipendenza. Indipendenza dalle norme sociali e dalle tendenze dominanti; indipendenza come insostenibile desiderio di fuga, di evasione; indipendenza come stile di vita. L'analisi fotografica di un esodo, un viaggio, il racconto di uno spaccato di quella realtà che con le sue dipendenze e indipendenze ha segnato in maniera profonda, nel bene e nel male, la società di oggi.

 


Carlo Sacco , nato nel 1946 è un fotografo freelance. Ha viaggiano dai primi degli anni ‘70 in Asia ed Africa dedicandosi principalmente alla fotografia a sfondo sociale, ritrattistica, paesaggistica. La continuità alla fotografia e la sua osservazione all’immagine hanno fatto sì che nel tempo le sue doti si siano affinate ed abbiano prodotto un apprezzabile livello di ricerca, di individuazione di soggetti e delle tematiche dai quali traspare una forte determinazione a fermare ‘’momenti di vita e di storia’’ emblematici di certe realtà. Gestisce attualmente una Onlus che riguarda la gestione del proprio Archivio Fotografico e di quello di suo padre Benito Sacco, fotografo vedutista che produceva cartoline in tutta Italia. Lo scopo del suo Archivio nominato The Face of Asia (www.thefaceofasia.org) è quello di fornire soggetti per Mostre Fotografiche e Documentaristiche a Pubbliche Amministrazioni e Privati. Carlo Sacco è membro della Nikon Professional Service di Hong Kong e fotografa con apparecchi Nikon.

 

www.thefaceofasia.org